La pioggia sferzava le vetrine di Bologna, trasformando le strade del centro in fiumi scintillanti e scivolosi. Elena, con il cuore in gola, fissava l’orologio del cellulare: 23:47. Tra tredici minuti doveva essere a Ca’ de’ Fabbri, dove Leo, il suo ragazzo, l’aspettava per rivelarle qualcosa di importante. Qualcosa che, intanto, le aveva fatto passare un’intera giornata in un vortice di ansia e speranza. Era scesa dalla corriera da un’ora, convinta di avere il tempo per raggiungere la trattoria a piedi. Ma il diluvio, improvviso e inaspettato, aveva trasformato quell’ottimistica passeggiata in un incubo.
Aveva provato a chiamare un amico, ma tutti erano fuori città per il weekend. Tentare di affrontare la pioggia era fuori discussione: avrebbe rischiato di ammalarsi, rovinare il vestito e, soprattutto, di perdere quell’appuntamento. Sentiva che era qualcosa di grande, di definitivo. Un nodo le stringeva la gola. Ormai il tempo stringeva e il panico iniziava a farsi sentire. Guardandosi intorno, affiorò alla mente un adesivo visto poco prima alla stazione: “Radio Taxi 24 – Bologna. Sempre a tua disposizione”. Ricordava il numero a memoria, come se lo avesse sempre saputo, e lo digitò frettolosamente.
La voce gentile e professionale dall’altra parte del telefono era un balsamo. “Radio Taxi 24, buonasera, in cosa posso aiutarla?” Elena spiegò in un fiato la sua situazione, quasi scusandosi per la sua agitazione. L’operatore, con calma, presise l’indirizzo e le assicurò che un taxi sarebbe arrivato in pochi minuti. Mentre aspettava, rannicchiata sotto la pensilina di un negozio chiuso, Elena guardava i fari delle auto sfrecciare nell’oscurità. Ogni rumore le faceva sussultare, sperando fosse il tanto atteso taxi. Finalmente, dopo quello che le sembrò un’eternità, intravide le luci rosse che si avvicinavano.
Il tassista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, la accolse con un gesto cortese. “Elena?” chiese, leggendo il suo nome sul tablet di bordo. “Sono qui per te. Tranquilla, ti porterò lì in fretta.” Il tragitto volò, grazie alla guida abile del tassista e a una piccola chiacchierata che la distrasse dalla tensione. Arrivarono davanti a Ca’ de’ Fabbri alle 23:58. Elena, emozionata, saltò fuori dal taxi, ringraziando calorosamente l’autista. “Grazie mille, mi ha salvato la serata!”
Leo la stava aspettando sulla porta, con un mazzo di fiori rossi tra le mani. Il suo sorriso era più radioso che mai. “Ero preoccupato, con questo diluvio…” La strinse forte, e in quel momento Elena capì che la tempestività e l’affidabilità di Radio Taxi 24 non avevano solo evitato un appuntamento mancato, ma avevano permesso a una storia d’amore di continuare. Quella sera, tra un piatto di tortellini e un bicchiere di Lambrusco, Leo le propose di trasferirsi insieme. E Elena, ripensando alla corsa in taxi sotto la pioggia, seppe che quella era una decisione giusta.