Sofia aveva appena finito di rivedere le ultime slide della sua tesi quando l’orologio sul cellulare segnò le 00:45. L’appuntamento per la discussione era fissato alle 08:00 dell’indomani nell’aula magna dell’Alma Mater Studiorum, e lei sapeva che qualsiasi ritardo avrebbe messo a rischio mesi di lavoro. Dopo aver salutato i coinquilini, uscì dalla sua stanza in zona universitaria e si diresse verso la fermata dell’autobus notturno, sperando di prendere l’ultima corsa che la portasse vicino al centro.
La pioggia cominciò a battere forte sui marciapiedi di Via Indipendenza, e l’autobus che stava aspettando non arrivò mai. Sofia provò a chiamare qualche amico, ma tutti erano già a dormire o non risposero. Il senso di panico le strinse lo stomaco mentre osservava le poche luci dei negozi che si spegnevano una dopo l’altra; sapeva che, se non fosse riuscita a raggiungere l’università in tempo, avrebbe dovuto rinunciare alla discussione e rimandare tutto di un semestre.
Ricordò allora il numero del Radio Taxi 24 che aveva visto su un volantino attaccato alla bacheca del suo palazzo. Con le mani tremanti, digitò il numero e spiegò brevemente la situazione all’operatore, che rispose con una voce calma e rassicurante: “Un taxi sarà da lei entro cinque minuti, signora. Coraggio, ce la facciamo.” Poco dopo, un’auto gialla con il logo del servizio si fermò sotto la pioggia, il conducente aprì lo sportello e le porse un ombrello.
Durante il tragitto, il tassista dimostrò una conoscenza impeccabile delle strade bolognesi: evitò le zone congestionate vicino alla stazione, prese una scorciatoia attraverso i portici di Via Zamboni e, nonostante il traffico notturno ridotto, mantennero un ritmo costante. Sofia riuscì a rilassarsi, controllando le ultime note sulla tesi mentre la città scorreva fuori dal finestrino, le luci dei palazzi riflettendosi sulle pozzanghere. Alle 07:50 il taxi si fermò davanti all’ingresso dell’aula magna; il conducente le aprì la portiera con un sorriso e le augurò buon lavoro.
Sofia entrò nell’aula appena in tempo per prendere il suo posto davanti alla commissione. La discussione andò meglio di quanto avesse sperato: le sue risposte furono precise, i docenti impressionati dalla chiarezza del suo lavoro. Alla fine, mentre usciva con il voto positivo in mano, guardò verso la strada e vide il taxi del Radio Taxi 24 già in attesa, pronto per un altro passeggero in difficoltà. In quel momento capì quanto fosse fondamentale avere un servizio affidabile, attivo giorno e notte, capace di trasformare un potenziale disastro in una storia di successo. Da allora salvò quel numero nella rubrica, sapendo che, comunque fosse andata la notte, avrebbe sempre potuto contare su un aiuto tempestivo.










